La luna affacciata sul materiale

08ba1e8ae414b8539809f4c7a9baf743L’altra sera ho pensato, guardando la luna affacciata sul mare, che l’amore per me era ed è sempre stato l’eco della mia solitudine dinanzi alle cose che amo. Il desiderio perennemente insoddisfatto di condividere la poesia della vita in tutte le sue manifestazioni con un’altra da me. Pensai che il blog sarebbe stato utile a questo: la testa fuori e le mani alzate per continuare a rincorrere i sogni, per non sfogliare le pagine da solo. Esiste una sensualità nel proporsi per scritto che non ha nulla da invidiare a quella che vive nelle pieghe della carne, una febbre oscura e improvvisa che non viene dalle propaggini di un letto; io non ho intenzione di negarla e, se la incontro, riconoscendola mi abbandono a lei con sconsiderata fede. L’amore prende e dà, più lo misuriamo e più ci sfugge, inserito nelle roboanti categorie della nostra tremebonda mediocrità ride di noi, ci sfiora, a volte si presenta dopo una svolta e ci fa sbandare con cinica abilità. Così ho fatto trascorrere una parte della sera ed ho aspettato la luna per sorprenderla mentre trescava col mare. Ed ero solo. Parlo sempre e solo d’amore: non sarò certo io a dire la parola definitiva, a spiegarmi e trasmettervi finalmente il segreto bilancio di questo sentimento. Non sarò io e mi dispiace, in fondo penso di averla intravista un paio di volte la risposta giusta…troppo poco e troppo in fretta. Che mi manchi è palese, altrettanto chiaro che non sarà in questa vita che potrò stringergli i fianchi.

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I libri della Fallaci

1Le valutazioni che tendono ad escludere la radice religiosa da certi atteggiamenti significano a mio parere che il lavaggio del cervello e la comodità ideologica che fa riferimento ad un certo trend ormai avviato, hanno ottenuto il loro scopo: l’slam che è molto più semplice e aggressivo ideologicamente, ci sta conquistando e non trova resistenze nemmeno in quelli che, maschi o femmine, dal suo propagarsi ne riceveranno i maggiori danni.Una donna occidentale non può in alcun modo favorire il diffondersi della cultura islamica sulla sua terra ma può benissimo criticare aspramente i libri della Fallaci. Mi sembra un discorso di una chiarezza disarmante…evidentemente mi sbaglio.


Questioni vecchissime

Guardando fuori da qui verso il golfo aperto della mia città la cosa che mi viene più facile da pensare è un’estate infinita, stile vecchi tempi. Dilatata e sensuale ma lenta, lentissima, piena di me e della mia vita, dei miei segni e dei miei stupidi assiomi. E’ esattamente ciò che voglio, l’unica cosa che comprendo. Per distrarmi veramente dovrei riaprire i commenti! Ho un dubbio tremendo! Aria nuova e questioni vecchissime, sempre le stesse, potrei, oltre un certo limite, considerarle astrazioni anch’esse, di altra natura ma pur sempre metafisica dell’ignoranza, della maleducazione, della superficialità ma anche della contrapposizione ideologica, della complessità storica e sociale da cui nasce un’opinione. Metafisica “spicciola” dell’animale che domina il mondo, l’uomo.


Omologazione Non Richiesta

Ho conservato i sogni. Tutti! Una parte traspaiono qui, altri sono nascosti per bene dalla furia cieca e mediocre di questi ultimi anni. Mi sembra in sere come questa di aver dato tutto ciò di cui ero capace…davvero, di non aver altro da scrivere più di quello che ho sciolto su questa tastiera; sarà per questo che mi diletto a ornare, ricostruire gli altri blog, un gesto contro l’accidia del tempo.Inutile a me stesso, scrivo da anni come vivo con il senso di una fine annunciata e mi commuovo per un quadro, una sinfonia, un’aria di Puccini o una poesia di Sylvia Plath, basta un cenno, il sorriso di un bambino, il passo aggraziato di una donna, il profilo di un golfo, il silenzio infinito del mare. Se non lascio scorrere le lacrime esse vincono ugualmente gli indugi e mi costringono ad un riserbo sociale continuo. Omologazione Non Richiesta era un sogno perfetto, il mio, vorrei restasse tale, inutile ma sincero come chi lo ha partorito.


Passerò dal lungomare

Non leggerò alcun classico latino stasera, nessun classico in generale. Fra qualche minuto spegnerò questo computer e farò un giro più lungo per tornare a casa, passerò dal lungomare e sarò in compagnia dei miei ricordi. Bastano e avanzano.La blogosfera ha in sé anche la sua fine, il germe del suo annullamento, che io lo dica e lo ricordi non credo sia un male in assoluto. Probabilmente non è nemmeno un merito particolare ma solo un modo poco originale di invecchiare.
Quando si vuole guardare il profilo del mare della vita e si è continuamente infastiditi dal coglione di turno che si piazza davanti possono saltare i nervi. A me sono saltati.

Cefalù primi di maggio del 2009

 


A margine

tramonto lungoA margine
Sto qui sul confine tra lettura e comprensione
privata.
Non è detto che la visione dal margine sia
meno profonda.
Da dove viene la musica sottile che hai lasciato
sull’uscio della tua scrittura?
L’immagine , la stanza
la tenda,
la vita
non sono lì per caso.
Non traduci
non traduco
i margini son fatti per
sfiorarsi,
gli alfabeti sono andati altrove
qui solo emozioni.